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L’emergenza Covid e le nuove tendenze dell’abitare

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Lo spazio abitativo assume nuove connotazioni dovendo accoglierci sia nella nostra dimensione privata che lavorativa.

L’emergenza Covid ha cambiato le richieste abitative degli italiani delineando nuove imprescindibili esigenze. Inevitabili le ripercussioni anche sul mercato immobiliare residenziale; ripercussioni che hanno coinvolto tutto l’indotto, senza distinzioni, dagli studi di progettazione alle società immobiliari fino alle imprese costruttrici.

 

La casa diventa oggi il fulcro della nostra vita, oramai cambiata; lo spazio abitativo assume nuove connotazioni dovendo accoglierci sia nella nostra dimensione privata che lavorativa.

 

La pandemia e il lockdown ci hanno obbligati a trasformare le nostre abitazioni in uffici, scuole, palestre, tutto improvvisato, evidenziando inevitabilmente alcune criticità dei luoghi in cui viviamo e i loro limiti in rapporto al nuovo modo di vivere che l’emergenza ci ha imposto.

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Fabiana Megliola, Responsabile Ufficio Studi Gruppo Tecnocasa spiega come

“L’emergenza COVID-19 ci ha portato a trascorrere molto tempo nelle nostre abitazioni, avendo modo di comprenderne pregi e difetti. Ed è molto probabilmente quest’ultimo aspetto, che sta portando alla definizione di una domanda abitativa di tipo migliorativo, orientata verso immobili di qualità”, aggiungendo che tra le varie richieste emerge anche la necessità di case più spaziose in modo da ricavare “un angolo” da utilizzare come stanza in più per lo smart working, piuttosto che per altri utilizzi.

Dall’ultimo rapporto ISTAT sul settore emerge che “nel secondo trimestre 2020 l’indice dei prezzi delle abitazioni acquistate dalle famiglie, per fini abitativi o per investimento, aumenta del 3,1% rispetto al trimestre precedente e del 3,4% nei confronti dello stesso periodo del 2019 (era +1,7% nel primo trimestre 2020). L’aumento tendenziale dei prezzi delle abitazioni, il più ampio da quando è disponibile la serie storica dell’IPAB, è attribuibile sia ai prezzi delle abitazioni nuove (+2,7%) sia a quelli delle esistenti (+3,7%), entrambi in accelerazione rispetto al trimestre precedente”.

A fronte di questo panorama ci domandiamo allora, come già abbiamo fatto in precedenza, perché non lavorare su quanto già abbiamo?

Perché non riqualificare, se ne abbiamo la possibilità, locali interrati in disuso?

Come convinti sostenitori del riuso, non ci stancheremo mai di ripetere che rinnovare locali dimenticati, eliminando infiltrazioni e umidità, consente di trasformarli in nuovi ambienti vivibili, utili e, non da ultimo, dall’aumentato valore commerciale.

L’interrato o il seminterrato così ci permetterà di riorganizzare gli spazi interni della nostra abitazione senza troppi stravolgimenti, diventando un luogo accogliente e sicuro dove proseguire le nostre attività, sia lavorative che di svago.

Le possibilità sono davvero tante e sia adattano alle più diverse esigenze emergenti, senza poi tralasciare il lato economico certamente meno oneroso di un nuovo acquisto.

E con il bonus ristrutturazioni 2020, confermato dalla legge di Bilancio, per le spese sostenute a partire dal 26 giugno 2012 e fino al 31 dicembre 2020 sarà possibile, dunque, beneficiare della detrazione fiscale del 50% sui lavori di ristrutturazione edilizia fino a un ammontare massimo di 96.000 euro per singola unità immobiliare.

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