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Il cambiamento climatico in atto

Tempo di lettura 1’40”

Come ogni anno, sabato 4 luglio si è celebrata la Giornata Internazionale delle Cooperative, che per il 2020 ha scelto come tema la Lotta al Cambiamento Climatico.

Con questo obiettivo, l’International Cooperative Alliance ha invitato l’intera comunità globale a proseguire nell’intraprendere azioni in grado di affrontare il cambiamento climatico, perché ogni Paese ne è colpito con le conseguenze devastanti che sono sotto gli occhi di tutti, specialmente nell’ultimo decennio.

Nel corso della celebrazione sono emersi dati piuttosto preoccupanti: in Italia nei primi mesi dell’anno si sono verificate circa 242 situazioni meteo critiche, tra grandine, bombe d’acqua, bufere di vento o ondate eccessive di calore.

Secondo uno studio condotto da Coldiretti sui dati dell’European Severe Weather Database dall’inizio dell’anno a oggi, in Italia si è registrato un aumento degli eventi climatici estremi di circa il 31% rispetto allo scorso anno: precipitazioni violente, nubifragi e bombe d’acqua sono sempre più frequenti.

Siamo di fronte alle evidenti conseguenze dei cambiamenti climatici anche in Italia dove l’eccezionalità degli eventi atmosferici è oramai la norma, con una tendenza alla tropicalizzazione che si manifesta con una più elevata frequenza di manifestazioni violente, sfasamenti stagionali, precipitazioni brevi ed intense ed il rapido passaggio dal sole al maltempo, che compromettono anche le coltivazioni…” con queste parole Coldiretti fotografa l’attuale situazione nel nostro Paese, aggiungendo che l’incremento della cementificazione, a discapito del territorio agricolo, aumenta l’impermeabilizzazione del terreno che non assorbe più l’acqua aumentando notevolmente il rischio di alluvioni.

Secondo un autorevole studio di alcuni ricercatori (Human Influence on Winter Precipitation Trends, 1921 – 2015), che hanno analizzato i dati sulle precipitazioni invernali nel periodo a lungo termine (95 anni) su Nord America ed Eurasia, esiste una stretta correlazione tra riscaldamento globale e aumento delle precipitazioni atmosferiche: a ogni grado di temperatura in più corrisponde un aumento delle precipitazioni in media intorno all’1-2%.

Dato che, però, muta da paese a paese.

In ciò, quindi, si ravvisa la causa di tifoni, tempeste o bombe d’acqua come quelle che, ultimamente, colpiscono anche la nostra Italia, assolutamente impreparata ad affrontarle e gestirle.

A conferma di questo legame, anche tre esperti italiani d’idrologia del Politecnico di Torino hanno ribadito come l’aumento medio della temperatura, dovuto al surriscaldamento globale, sia in diretta relazione con l’intensificarsi di eventi alluvionali devastanti che colpiscono, in particolare, alcune regioni a discapito di altre.

L’Italia risulta un paese di per sé vulnerabile ad alluvioni e frane, ma la ricerca evidenzia che, indipendentemente dalla fragilità del territorio, è proprio il clima a mostrare una intensificazione dei suoi fenomeni estremi nel Nord-Est, in Liguria ed in altre aree del centro e del sud del paese”, queste le parole degli esperti.

E le città, vedi Milano e Palermo, sono i contesti più colpiti dai cambiamenti climatici a causa dell’inquinamento creato dalle attività antropiche, principale responsabile dell’effetto serra e del riscaldamento globale.

Non solo: anche la cementificazione gioca un ruolo fondamentale rendendo le superfici, come denuncia la stessa Coldiretti, impermeabili e quindi in grado di assorbire molte più radiazioni solari e di scaldarsi maggiormente portando i centri urbani a raggiungere una temperatura anche di 4°C in più rispetto alle aree verdi.

Va da sè che questo intensificarsi delle precipitazioni richiede una maggiore attenzione al drenaggio delle acque da un lato e ad una maggiore protezione di tutte le strutture dall’acqua dall’altra, aumentando nel contempo i fattori progettuali di sicurezza (ad esempio tempi di ritorno piuttosto che il livello di sicurezza stimato nel calcolo delle quote di risalita delle falde e della relativa impermeabilizzazione).

L’Unione Europea si è mossa adottando il Green Deal europeo: un grande progetto a favore della sostenibilità ambientale, una serie di politiche della Commissione Europea volta a rendere l’Europa a impatto climatico zero entro il 2050.

Della stessa idea l’Italia intenzionata a realizzare un Green New Deal, promuovendo la rigenerazione urbana, la riconversione energetica verso un progressivo e sempre più diffuso ricorso alle rinnovabili, la protezione della biodiversità e dei mari, il contrasto ai cambiamenti climatici.

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