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Riqualificazione hotel a Pietrasanta, Lucca

Tempo di lettura 1’10”

Descrizione cantiere

Il progetto prevede il recupero e la riqualificazione di un edificio del centro storico di Pietrasanta (LU), sito in Piazza Crispi, composto da tre piani, in una struttura turistico-ricettiva con funzione di ristorante e albergo.

Gli interventi interessano gli ambienti interni con un insieme sistematico di opere volte da un lato a eliminare gli organismi estranei e alcune superfetazioni aggiunte nel tempo e dall’altro a rinnovare alcuni elementi costitutivi dell’edificio, a recuperare il rapporto con le mura della città, parte integrante dell’edificio e il giardino retrostante.

Fondamentale è anche adeguare la struttura alle esigenze d’uso sotto il punto di vista dei regolamenti vigenti.

Il tutto sempre nel rispetto della conformazione originale della struttura, sostanzialmente senza alterare l’aspetto esterno dell’edificio.

Problematiche emerse

L’immobile presentava una forte presenza sia di umidità di risalita nelle murature storiche del piano terra, sia di fuoriuscita di acqua dal pavimento soprattutto nelle vicinanze delle mura storiche e del torrione, a fronte di una assenza completa di impermeabilizzazione e di vespaio nell’attuale composizione del solaio controterra.

Era necessario individuare un sistema che permettesse di risanare tali murature e fermare sia la risalita capillare che la contro spinta dell’acqua dal basso senza andare ad utilizzare intonaci od altri materiali coprenti perché il progetto prevede di lasciare completamente a vista il paramento murario delle murature storiche.

Tecniche di intervento utilizzate

Si è optato per la realizzazione di una “rifodera”.

Si è realizzata una vasca impermeabile fino a quota zero unitamente ad un intervento di risanamento delle murature con barriera chimica, il tutto con lo scopo di permettere alla progettazione di poter mantenere gli aspetti architettonici definiti.

Soluzioni adottate

Per gli orizzontali:

si è scelto di utilizzare una membrana auto-riparante e auto-agganciante al cls opportunamente zavorrati da una struttura in c.a. atta a garantire la resistenza alla contro spinta esercitata dall’acqua.

Per i verticali:

è stato eseguito un intonaco impermeabile rivestito con una guaina impermeabile e flessibile.

Questa è stata collegata alla membrana posata in orizzontale mediante giunto e sigillatura bentonitica.

Appena fuori terra, confinato dall’intonaco impermeabile per evitare bypass, è stato realizzato lo sbarramento chimico mediante iniezioni di emulsione idrofobizzata e non tossica.

Andrea De Bonis, i-Tec Volteco

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