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Prevenire i danni causati dall’acqua nelle strutture interrate

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Prevenire i danni causati dall’acqua alle strutture interrate degli edifici è un fattore fondamentale per la riduzione delle spese di gestione e aumentarne la vita utile.

Dati e statistiche dimostrano che le inondazioni sono le più comuni tra i disastri naturali, causando ogni anno svariati miliardi di euro di danni in tutto il mondo.

Per questo motivo sempre più si sta affermando tra i proprietari delle abitazioni, specie dove la cultura della prevenzione è più forte (e dove spesso l’immobile stesso è anche assicurato), l’attenzione e la considerazione di tutti gli aspetti della resilienza all’acqua che vanno ad impattare sulle loro proprietà.

Tralasciando fenomeni eccezionali come le inondazioni, gli edifici sono comunque più vulnerabili se sottoposti in modo continuativo ai vari rischi legati all’acqua.

L’ acqua nelle fondazioni (sia permanente che temporanea) infatti, danneggia i materiali da costruzione e ne aumenta i costi di manutenzione.

La progressiva cementificazione del nostro suolo sta da un lato aumentando il fenomeno del dilavamento superficiale ma dall’altro porta alla necessità di migliorare il drenaggio del sottosuolo regolando i flussi convogliati nelle reti fognarie e nei sistemi di smaltimento.

La tendenza, in questo senso, è quella di aumentare i bacini di ritenzione idrica (dimensionati con tempi di ritorno più alti) e di migliorare la filtrazione dell’acqua piovana a monte degli impianti di depurazione secondari.

Un drenaggio efficace, quando si arriva a parlare di impermeabilizzazione, è solitamente la prima buona regola da seguire perché permette di:

  • Eliminare (o mitigare) la forza dell’acqua in fondazione
  • Eliminare i ristagni che portano insalubrità e umidità permanenti
  • Abbattere i costi di pompe di drenaggio
  • Diminuire la sensazione di umidità in eventuali ambienti interrati

Le buone regola sull’impermeabilizzazione

Le buone regole sull’impermeabilizzazione (tra le altre la norma BS 8102:2009 “Protezione delle strutture interrate dall’acqua nel terreno”) consigliano sempre di abbinare ad un sistema di drenaggio (realizzato con membrana bugnata, tessuto non tessuto o con sistemi di pompaggio e tubi perdenti) un sistema di impermeabilizzazione realizzato o con sistemi di protezione fisici (membrane) o con particolari tipologie di calcestruzzo additivate.

In questo modo, qualsiasi sia la tipologia di impermeabilizzazione applicata, esiste sempre un sistema di mitigazione e di regolazione della forza dell’acqua.

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