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L’ innalzamento delle falde acquifere

L’intervista all’esperto

L’acqua è un elemento vitale e fondamentale per l’agricoltura, l’industria, le esigenze residenziali e la vita in genere.

Oltre ad essere presente in forma superficiale in fiumi, laghi e mari; oltre ad interessare la superficie terrestre in forma meteorica in caso di precipitazioni, è comunque presente nel terreno a varie profondità.

Il terreno sciolto così come gli spazi vuoti delle rocce, rappresentano un serbatoio naturale delle acque meteoriche e di risorgiva.

Tutti gli spazi lasciati liberi dalle particelle solide vengono infatti occupati da gas (aria…) piuttosto che dall’acqua che rifluisce e si muove nel terreno stesso seguendo pendenze determinate da diverse tipologie di terreno scorrendo sopra quelli meno permeabili ed attraversando quelli più drenanti come sabbie e ghiaie.

Lo scavo

Di conseguenza ogniqualvolta si scava nel terreno ci sono buone probabilità di incorrere nella presenza di acque sotterranee piuttosto che, con l’azione di scavo e re-interro stessa, nella possibilità di creare una sorta di catino di raccolta anche per le sole acque meteoriche.

Quando si realizzano nuove costruzioni con interrati è quindi altamente consigliabile impermeabilizzare e proteggere tutti i volumi posti sotto il piano campagna.

Allo stesso tempo anche su costruzioni esistenti possono aversi fenomeni di oscillazioni delle acque sotterranee che periodicamente o saltuariamente possono interessare anche porzioni di terreno normalmente non immerse in falda.

Le azioni antropiche hanno poi ampiamente generato su tutto il territorio nazionale variazioni delle condizioni al contorno con conseguenze sia locali che generalizzate.

L’innalzamento delle falde acquifere

Storia abbastanza recente (primi anni ‘90) è stata l’innalzamento di falde acquifere in area milanese determinato dalla drastica diminuzione di pompaggi per usi industriali con oscillazioni conseguenti di molti metri di altezza tornando ad interessare anche zone che per decenni erano state considerate asciutte anche a notevoli profondità (parcheggi interrati profondi in via “pantano” a Milano), con gravi ripercussioni su un territorio estremamente vasto e con variazioni di decine di metri di quota.

Storia recente l’innalzamento delle falde conseguente ai rovesci di questi ultimi anni nella maggior parte del territorio nazionale che hanno avuto ampia visione mediatica per alluvioni ed allagamenti superficiali ma che hanno avuto anche ripercussioni pesanti e prolungate nel tempo per le infiltrazioni degli interrati, anche se costruiti da molti anni ma in periodi di falde basse.

Anche in Veneto si hanno ampie documentazioni di tali eventi con falde acquifere sotterranee che storicamente erano a 10-20 metri di profondità dagli anni ’80 ma che si sono ripresentate praticamente a piano campagna o ad appena 2-3 metri allagando semplici scantinati.

Anche in questo caso località come “Maserada” o “Fontane” di Villorba (provincia di Treviso) hanno radicato nel nome stesso la memoria storica della presenza dell’acqua nel terreno. L’uso agricolo e/o industriale ha negli anni abbassato le falde con peraltro corsi e ricorsi storici determinati da fattori antropici e naturali.

Le previsioni dell’ARPA delle varie regioni danno per altamente probabile il ricostituirsi di livelli di falde a quote maggiori del recente passato in quanto l’inquinamento delle prime falde non le rende più fruibili per uso umano o animale e gli eventi meteorici sempre più concentrati e violenti, assommati all’alta cementificazione raggiunta dal nostro territorio, rendono sempre più probabili eventi alluvionali e di allagamento e infiltrazione come quelli descritti.

La conclusione

In generale l’uso del territorio può e deve essere realizzato razionalmente e l’impiego anche di ambiti interrati consente di evitare l’ulteriore aumento della cementificazione, con il recupero ed il riuso/rigenerazione di edificati esistenti; il tutto peraltro con una attenta ed oculata opera di impermeabilizzazione e protezione degli interrati stessi da infiltrazioni e degrado.

 

Tempo di lettura 1’45”

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