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Le sfide del progettare nel contesto veneziano

Nel contesto edilizio corrente risulta oramai assodata l’importanza, da più punti di vista, non ultimo quello legato ad uno sviluppo sostenibile del territorio, della manutenzione e riqualificazione del patrimonio esistente.

 

Ai Progettisti di oggi e di domani si presenta un difficile compito, quello di progettare l’intervento di manutenzione dell’opera con l’ottica della durabilità.

Questo con perimetri di spesa sempre più angusti (massimizzazione dell’investimento economico) ed in conformità con le innumerevoli normative e regolamentazioni del settore.

L’obiettivo finale quindi di conseguire un alto livello di “benessere abitativo” è frutto di un equilibrio che rappresenta una vera e propria sfida per i Tecnici coinvolti.

 

Ciò risulta essere ancora più impegnativo in contesti dove, a tutti gli effetti, i Progettisti sono chiamati a risolvere problematiche fuori dall’ordinario rispetto all’edilizia tradizionale e un caso emblematico è rappresentato da Venezia.

Progettare a Venezia

Un esempio di intervento straordinario a livello nazionale ma tipico del contesto è l’impermeabilizzazione degli ambienti interni, situati ai piani terra degli edifici del centro storico.

Questi da sempre si trovano nella particolare condizione di essere soggetti periodicamente ad allagamenti, dovuti all’innalzamento delle maree.

 

Tutti i cantieri di impermeabilizzazione sono caratterizzati da un’attenta cura del dettaglio, ma questo tipo di intervento rappresenta, per la sua complessità, una delle massime espressioni della “progettazione dell’impermeabilizzazione”.

Tale complessità si articola nella scelta degli idonei sistemi di impermeabilizzazione, nello studio del collegamento di questi con gli elementi di tenuta in corrispondenza delle forometrie\accessi (tipicamente paratie in acciaio inox) e infine nella gestione e sigillatura di tutti gli eventuali corpi passanti o opere accessorie (es. pozzetti impiantistici).

 

Una volta realizzata la vasca a perfetta tenuta stagna fino alla quota di massima escursione della marea, maggiorata del franco di sicurezza, vi è l’esigenza di gestire e risolvere la classica problematica della risalita capillare, tipica del contesto.

Tempo di lettura 1’30”

Essa si presenta anche nelle murature realizzate sopra massi di pietra d’Istria, i quali in origine avevano funzione di ostacolo alla risalita capillare, ad oggi spesso by-passati dall’innalzamento del livello dell’acqua o dal deterioramento delle fondazioni immerse con conseguente aumento del fenomeno.

 

Adottando intonaci risananti anti-umidità con formulazione idonea all’uopo e nel rispetto del contesto costruttivo si tenderà a massimizzare il benessere interno all’ambito manutentato.

I problemi che affliggono il patrimonio edilizio veneziano ovviamente non derivano solamente da acqua di marea o da risalita capillare, ma contemplano diversi ambiti specialistici.

I diversi ambiti specialistici

Tra questi possiamo citare il degrado delle facciate con elementi in calcestruzzo esposti ad atmosfere aggressive come quella che ritroviamo nei contesti industriali di Mestre-Marghera (VE) o più in generale nell’aerosol marino presente nelle zone litoranee (Jesolo, Caorle, etc).

Intervenire nel contesto veneziano è da sempre materia per specialisti ed è in questo senso che è necessario scegliere le tecnologie ad hoc.

A cui aggiungere però il proprio “saper-fare” e le esperienze condivise con i Progettisti e i Tecnici che hanno l’onere e l’onore di intervenire in un contesto per patrimonio urbanistico e artistico unico al mondo.

I Prodotti suggeriti

Membrana Amphibia

E’ una membrana impermeabile PRE-GETTO, reattiva al contatto con l’acqua, AUTO-RIPARANTE, AUTO-SIGILLANTE e AUTO-AGGANCIANTE al calcestruzzo.

È composta da un manto continuo polimerico multistrato, con funzionalità differenziata per una totale tenuta stagna delle strutture interrate dalle infiltrazioni d’acqua.

Sistema Biflex

E’ una combinazione di elementi impermeabili per il trattamento dei giunti e delle fessure.

Composto da un NASTRO ELASTICO a base di polimeri elastomerici TPE e da un ADESIVO EPOSSIDICO bi-componente.

Geom. Simone Frizzarin

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