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Radon e ambienti interrati

Radon e ambienti interrati

Radon ambienti interrati

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Un problema frequente da considerare, sia in fase di nuova costruzione che riqualificazione degli ambienti interrati, è il radon.

Il radon è presente infatti, con differenti gradi di concentrazione, in tutta Italia (vedi tabella a corredo).

Innanzitutto, cos’è il radon?

E’ un gas radioattivo, naturalmente presente nel terreno.

E’ un gas inerte quindi non reagisce chimicamente con l’ambiente che lo circonda.

Una volta prodotto è in grado di migrare attraverso il suolo e diffondersi dai materiali da costruzione. La concentrazione di radon negli ambienti interrati e in una abitazione dipende da molti fattori: dalla presenza di uranio e radio nel suolo e nei materiali da costruzione, dalla permeabilità del suolo, dalle tecniche costruttive e dalle abitudini di vita.

Si ha inoltre una concentrazione di radon più alta se l’abitazione si trova al di sopra o in prossimità di un terreno granitico o vulcanico, specialmente se le sue fondamenta poggiano direttamente sul terreno.

Nel dettaglio l’interno degli edifici è generalmente in depressione rispetto all’esterno e questo influenza i normali moti convettivi del suolo in modo tale che il radon viene “aspirato” verso l’interno degli edifici stessi penetrando attraverso diverse aree: fessure in platea o nelle pareti verticali della fondazione, riprese di getto nei punti di raccordo orizzontale e verticale, interruzioni della platea o scarichi.

I Prodotti suggeriti

Membrana Amphibia

È una membrana impermeabile PRE-GETTO, reattiva al contatto con l’acqua, AUTO-RIPARANTE, AUTO-SIGILLANTE e AUTO-AGGANCIANTE al calcestruzzo.

È composta da un manto continuo polimerico multistrato, con funzionalità differenziata per una totale tenuta stagna delle strutture interrate dalle infiltrazioni d’acqua.

Sistema Biflex

E’ una combinazione di elementi impermeabili per il trattamento dei giunti e delle fessure.

Composto da un NASTRO ELASTICO a base di polimeri elastomerici TPE e da un ADESIVO EPOSSIDICO bi-componente.

Cosa poter fare allora per proteggersi dal radon?

E’ sicuramente opportuno in fase di progettazione, prevedere dei sistemi di protezione fra terreno e platea di fondazione, sigillare tutti i potenziali passaggi ovvero corpi passanti, riprese di getto, fessurazioni e scarichi appunto.

Si può anche effettuare una depressurizzazione del terreno, attuare una ventilazione forzata del vespaio, impermeabilizzare il pavimento, mantenere gli ambienti ben areati.

La tabella seguente ci illustra, come esempio, una raccomandazione introdotta nel 1982 dalla Swedish Radiation Protection Authority (fonte www.radongas.eu) per la classificazione dei terreni in relazione al rischio radon indoor. La profondità di riferimento per la concentrazione di raodn nel suolo è 0,8 – 1 metro:

Gas Radon
Classe di rischio Concentrazione soil radon (Bq/m3) Tecniche costruttive richieste
High risk > 50.000 Radon safe construction (fondazione in calcestruzzo più spessa e rinforzata o ventilazione al di sotto della fondazione)
Normal risk 10.000 – 50.000 Radon protective construction (nessuna fessura o apertura evidente nella fondazione)
Low risk < 10.000 Tradizionali

Come detto oggi per smaltire il gas radon (e l’umidità) negli ambienti interrati e seminterrati viene spesso utilizzato il sistema a vespaio areato che però per essere efficace deve innescare un sufficiente effetto camino.

Affinché questo si verifiche si deve prevedere una ventilazione naturale con prelievo sul versante nord ed evacuazione sul versante sud, possibilmente ad una quota superiore.

I limiti di questo sistema sono spesso l’indisponibilità di fronti nord/sud e la presenza delle strutture di fondazione che generano delle strozzature.

Se infatti è comunemente accettata la formazione di condensa nei vespai per insufficiente o non omogenea areazione, per ovvie ragioni questo non risulta accettabile per lo smaltimento del gas radon.

Per lo smaltimento del gas, qualora l’aerazione naturale non fosse sufficiente, si dovrà provvedere ad una aspirazione forzata con installazione di rilevatori.

Oltre a ciò la creazione di un vespaio areato può avere una notevole incidenza dei costi sia per lo scavo sia per la generazione delle tracce, sia per in alcuni casi scavare implica la necessità di generare delle strutture di sottomurazione.

Per quanto sopra la ventilazione può risultare onerosa e di difficile attuazione e di norma non garantibile da coperture assicurative.

Grazie ad una apposita membrana impermeabile idroreattiva
è possibile evitare questa lavorazione avendo i seguenti vantaggi:

  • Eliminazione dell’umidità di risalita in quanto la membrana è barriera vapore
  • Eliminazione delle infiltrazioni d’acqua in quanto la membrana crea una barriera stagna
  • Riduzione dei problemi causati dal gas radon
  • Assenza o riduzione sensibile dello scavo necessario e di tracce sui muri per l’areazione.

Inoltre, questa soluzione offre maggiore sicurezza garantendo una struttura protetta e asciutta, come da legge 1504, anche in sottofondazione.

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